Bond ASTALDI: Leading Law assiste il Comitato Obbligazionisti Astaldi

Bond ASTALDI: Leading Law assiste il Comitato Obbligazionisti Astaldi

Oggi sul Sole 24 ore un articolo di M. Frisone approfondisce la questione "Astaldi", di seguito si riporta l'intervento degli Avvocati Leading Law Elia e Varrasi sul punto:


"Quali possibilità ha dunque il lettore di «Plus24» e gli altri risparmiatori che dovessero trovarsi nella stessa situazione? «Oltre ad attendere gli eventuali approdi della procedura concorsuale - rispondono gli avvocati Massimiliano Elia e Gabriele Varrasi dello studio Leading Law che assiste il comitato torinese www.obbligazionistiastaldi.it - gli obbligazionisti Astaldi possono valutare la correttezza dell'operato degli intermediari che hanno negoziato i titoli. La normativa Ue prescrive che le imprese di investimento, quando prestano i loro servizi, agiscano in modo onesto, equo e professionale, per servire al meglio gli interessi dei clienti e per l'integrità del mercato. A norma dell'articolo 21 del Testo unico della finanza (Tuf) gli intermediari devono pertanto comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza offrendo ai clienti le informazioni adeguate (chiare e non fuorvianti) e disporre di risorse e procedure che assicurino un controllo interno e un efficiente svolgimento dei servizi. La normativa di settore - continua Elia - non impedisce al comune risparmiatore di poter acquistare strumenti finanziari ad alto rischio, purché l'intermediario fornisca un’adeguata informativa al cliente. I requisiti, secondo la normativa Mifid, si caratterizzano in base alla conoscenza degli strumenti finanziari e dei mercati, alla disponibilità economica, al reddito, all'esperienza come investitore, alla professione, all'età e al grado di istruzione e alla consistenza del portafoglio del cliente. Nel caso Astaldi - rincara l’avvocato torinese - questi presupposti, a titolo esemplificativo, potrebbero non essere stati rispettati qualora l'investimento del cliente riguardi una parte significativa del patrimonio depositato presso l'istituto bancario e per il quale non è stata fornita una adeguata informativa e consulenza. È poi opportuno precisare che non esistono automatismi a favore dei risparmiatori per il recupero delle somme nei confronti dell'intermediario. Occorre infatti verificare che la negoziazione del titolo sia stata preceduta da una corretta e completa informativa sia con riferimento al profilo del cliente, sia all'adeguatezza dell'operazione. In tal senso - conclude Elia - il fatto che il bond Astaldi presentasse un grado di rischio elevato non può essere considerato da solo quale elemento costituente la responsabilità dell'intermediario".

 

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